Francesco Schiraldi, l’energia del movimento arcaico

Francesco Schiraldi, l’energia del movimento arcaico

Sta nascendo un nuovo genere di professioni legate alla salute e alla consapevolezza di sé. Una di queste è il frutto dell’esperienza di Francesco Schiraldi che ha trasformato le proprie conoscenze in ambito motorio in un nuovo tipo di allenamento di corpo, mente ed emozioni: il Movimento Arcaico. Il Movimento Arcaico è un metodo, sviluppato da Massimo Mondini negli ultimi 20 anni, che permette di recuperare ed esprimere i gesti archetipici in maniera ottimale. Il Movimento Arcaico funziona inizialmente come addestramento del sistema nervoso: i gesti archetipici stimolano e portano all’integrazione dei riflessi motori primari.Questo passaggio, già da solo, scatena una serie di benefici considerevoli: in una prima fase aumentiamo l’abilità di eseguire il movimento così come quella di percepirlo e si sbloccano automaticamente altre nostre abilità potenziali (sia fisiche che “mentali”) che prima non riuscivano ad emergere proprio perché frenate dall’insicurezza o dall’incompetenza motoria. Una seconda fase è quella della ri-mappatura della realtà: cambiando la nostra configurazione, essendo potenziati rispetto a prima, cambia anche il modo in cui intendiamo il mondo e le sue varie manifestazioni. Il valore e il significato che diamo alle nostre esperienze, anche quelle passate, si arricchisce di un nuovo livello di profondità. Questa parte, più cognitiva, arricchisce i praticanti con molte risorse, prima tra tutte la flessibilità comportamentale, la resilienza emotiva e la plasticità. Descrivere il Movimento Arcaico senza praticarlo è come descrivere una bracciata a stile libero a chi non abbia mai nuotato. Possibile, ma estremamente limitante. (http://www.movimentoarcaico.it/cosa-e/) Francesco, di che cosa ti occupi? Sono un professionista dell’apprendimento motorio e personal trainer. Mi occupo di movimento nel suo complesso, considerandolo un atto...
Cinzia Diodati, la specialista del “Before&After”

Cinzia Diodati, la specialista del “Before&After”

Cinzia è un’amica di epursimuove da sempre, è architetto che ha saputo inventarsi una professione e una vita a misura delle proprie passioni. È una donna coraggiosa (perché è il cuore che la guida nelle sue azioni) che in passato si è messa in gioco con noi condividendo le sue sfide e permettendo a tutti noi di imparare qualcosa dalle esperienze di tutti.   Qual è il tuo progetto e cosa ti muove? Il mio progetto si chiama “Before and After” e il suo fulcro è proprio il cambiamento degli ambienti che abitiamo: l’obiettivo di ogni mio intervento è passare da uno stato di disagio ad uno stato di benessere all’interno di una casa o di uno spazio di lavoro. Quello che faccio è aiutare le persone a stare bene dentro la propria abitazione riutilizzando il materiale – di solito i mobili – che già si possiedono. Molto spesso soprattutto i giovani si trovano in case i cui mobili appartenevano a parenti (la nonna, la zia, i fratelli) o sono stati regalati da qualche amico che ha già cambiato casa. Capita quindi che in mezzo a questi elementi così diversi non ci si sente a casa propria: in fondo ci sono stati donati, ma non li abbiamo scelti. In queste situazioni io aiuto a riutilizzare, ricollocare, ma anche cambiare questi elementi in modo che la persona riesca a esprimere se stessa. Quello che mi sta più a cuore, infatti, è tirar fuori la personalità dell’individuo o della famiglia all’interno dei progetti che curo: le persone si devono sentire a proprio agio tra le mura di casa propria. Detta in...
Dalla banca alle ultramaratone con il sorriso: Max Pozzi

Dalla banca alle ultramaratone con il sorriso: Max Pozzi

Max Pozzi è l’immagine della passione. Del resto uno che corre una decina di maratone all’anno non può che essere così. Per noi è d’esempio per la sua determinazione nel voler trasformare la sua vita. Ci ha raccontato cosa significa per lui abbandonare un esoscheletro vuoto del vecchio lavoro e un ruolo che ormai gli stava troppo stretto per aprirsi in volo con la sua nuova vita da coach in cui “aiuta le persone a realizzare i propri sogni sportivi”. Con un suo stile tutto particolare. Max, di che cosa ti occupi? Partiamo con il dire che sono un utramaratoneta e mi potete trovare come pace maker nelle  più importanti maratone italiane. Dalla mia passione per la corsa ho sviluppato una professione: faccio il coach, il trainer, anche se forse la definizione giusta è “consulente del benessere”, perché il mio obiettivo è usare lo sport in vari modi per aiutare le persone a “risvegliarsi”.  Sono convinto che corpo, mente, spirito ed emozioni siano strettamente connessi: ho provato in primis su me stesso quanto è importante che questi quattro canali siano collegati, e oggi insegno agli altri come realizzare questa fusione armonica. E’ marginale il fatto che io aiuti a raggiungere questo obiettivo attraverso la corsa, come insegnante di crossfit, in sessioni con società sportive o come personal trainer. Quello che conta davvero per me è vedere come possono cambiare le persone, come i loro occhi si possono illuminare di nuovo quando raggiungono il traguardo che si erano prefissate. Cosa ti aspetti in futuro da questo progetto? Chi può dirlo…mi piacerebbe che tra dieci anni ci fossero non solo persone...
Serata Maestri: gli spunti su cui riflettere

Serata Maestri: gli spunti su cui riflettere

Prima di tutto….GRAZIE! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato all’incontro e l’hanno arricchito con entusiasmo e curiosità! E’ stato un vero piacere rivedere vecchi amici di epursimuove e conoscerne di nuovi. E grazie anche alla Scuola di Musica Evoc di Vigonza, che ci ha prestato i suoi ambienti così confortevoli e colorati! Poi, del “Maestro”, che dire? Una persona solare, concreta, molto alla mano. Carne al fuoco ne ha messa tanta, davvero.  Parlando di etica, economia, presente e futuro del mondo del lavoro, resilienza, indipendenza di giudizio, network. L’ospite della nostra serata, Sebastiano Zanolli, preferisce piuttosto definirsi un testimone, perché “di sicuro non ho ricette per cambiare il mondo, vi posso portare solo il mio punto di vista”. E’ proprio il suo punto di vista – su alcuni temi molto definito –, però, ad essere materiale preziosissimo per una riflessione personale. Qualche esempio? In una società globalizzata dove il mercato del lavoro è sempre più deregolamentato “bisogna distinguere bene tra impiego e impiegabilità, dove quest’ultima va intesa come la capacità individuale di risolvere problemi. Secondo Zanolli per rimanere competitivi bisogna quindi non solo saper accettare ogni giorno nuove sfide, ma anche comprendere bene quali sono le proprie attitudini e abilità nella sfera del problem solving. Che problemi sapete veramente risolvere? C’è una parola giapponese, IKIGAI, che significa più o meno letteralmente “la ragione per cui ti alzi al mattino”. Ringraziamo Sebastiano per averla ricordata. La rappresentazione grafica del concetto è questa qui. Vale la pena ragionarci un po’ sopra… La “serenità in senso antico”, quella del posto fisso con pochi pensieri, per Zanolli è uno stato d’animo anacronistico....
L’epursimuove che legge: al via il progetto biblioteca condivisa, i primi titoli di Zanolli

L’epursimuove che legge: al via il progetto biblioteca condivisa, i primi titoli di Zanolli

In principio fu il bookcrossing. Poi, siccome noi siamo più bravi a fare rete, abbiamo pensato che la faccenda avesse un che di troppo personale e abbiamo deciso di evolvere. Nasce questo mese il nuovo progetto di epursimuove dedicato alla lettura e all’approfondimento dei temi trattati durante i nostri incontri. Ma anche no. Perché ci piace parlare di tutto, informarci su tutto, contaminarci e condividere fuori dagli schemi e dalla regola precostituita. L’invito quindi a tutti noi che di questo network facciamo parte è di contribuire suggerendo al gruppo titoli più o meno coerenti con i valori di base e gli interessi comuni dell’associazione. Questi spunti verranno poi inseriti in una sezione dedicata del nuovo sito (on line a breve!) per essere a disposizione di chiunque voglia curiosarvi. L’obiettivo è, col tempo, quello di creare un elenco il più esaustivo possibile cui attingere quando un’idea, un argomento, una suggestione ci incuriosisce e vorremmo proprio saperne un po’ di più. Ovviamente con la garanzia aggiuntiva di star ricevendo il consiglio di lettura direttamente da un altro membro della rete epsm. È il “gruppo comunicazione” ad aprire le danze con la prima iniziativa in questo senso: il prossimo ospite della serata “Maestri” di novembre, ormai lo sappiamo tutti, è Sebastiano Zanolli. Manager etico, formatore e coach innamorato dell’uomo, creativo e ottimista convinto, Sebastiano ha scritto diversi titoli per la Franco Angeli, agili manuali che ci piacciono per la loro concretezza e praticità. Racchiusa nelle loro pagine c’è la gran parte dell’esperienza di vita vera che l’autore ha accumulato negli anni e che, giunto ad un punto del percorso, ha pensato di...
PARTECIPA – epursimuove Maestri: Sebastiano Zanolli, 4 novembre ’16

PARTECIPA – epursimuove Maestri: Sebastiano Zanolli, 4 novembre ’16

Epursimuove Maestri con Sebastiano Zanolli Venerdì 4 Novembre 2016 EVOC Sinestesia Vocale Viale del Lavoro 14, Vigonza Iscrizione: 20€ (entro martedì 1 novembre) Come si fa a fare la differenza? Quella vera, nella nostra vita privata, sul lavoro, nelle relazioni? Esiste sul serio il business etico e responsabile? Come miglioro il mio pezzo di mondo? A queste (e a molte altre) domande fondamentali ed esistenziali cercheremo di dare risposta in modo pratico, concreto, perfino divertente. Con un Maestro d’eccezione: Sebastiano Zanolli. Epursimuove organizza un nuovo appuntamento con i “Maestri” insieme a Sebastiano Zanolli, manager, autore e formatore, un uomo che crede fortemente che per avere un impatto nella società e nel business bisgona essere persone migliori, sempre in ricerca di se stessi. Qui trovi un articolo di presentazione di Sebastiano, così puoi sapere qualcosa di più sul nostro primo Maestro. Saremo ospiti della scuola di musica “Evoc – Sinestesia Vocale”, in Viale del Lavoro 14 a Vigonza La serata è aperta a tutti. _______________________________________________________________________________ Contributo di partecipazione: €20 (cena inclusa) con prenotazione entro  martedì 1/11, €25 (cena inclusa) con prenotazione da mercoledì 2/11. _______________________________________________________________________________ ISCRIVITI ORA Ci vediamo presto! La squadra di...
Una coppia “casa e bottega”: il progetto di vita di Livio Zanon Santon e Sara De Paoli

Una coppia “casa e bottega”: il progetto di vita di Livio Zanon Santon e Sara De Paoli

Oggi conosciamo meglio Livio e Sara, che sono sposati da quasi otto anni e assieme gestiscono un’azienda. Lui è un visionario, un geniale e divertente imprenditore attento all’anima delle persone. Lei una donna vulcanica, intelligente, percettiva ed estremamente dinamica. Innamorati da quando erano ragazzini, se ne accorgono solo da adulti. Non si preoccupano del futuro. Sanno che Dio dà loro tutte le sfide e tutte le risorse per essere felici oggi. Un oggi alla volta. Il vostro è un progetto di vita che vi vede impegnati anche nello stesso progetto lavorativo. Di che cosa vi occupate e quanto c’è di voi, del vostro modo di pensare, nel modo in cui gestite la vostra attività? [Livio]: La nostra azienda, la Tauro, produce essiccatori per alimenti. L’attività – una piccola realtà a conduzione familiare – era di mio padre, che l’aveva avviata una trentina d’anni fa. Io ho cominciato a gestirla nel 2008. Sara mi ha raggiunto un anno dopo e assieme abbiamo visto l’impresa crescere secondo i nostri ritmi e secondo la nostra personale idea di imprenditoria. Io sono convinto che il luogo di lavoro debba essere un posto sereno, dove le persone possano sentirsi soddisfatte, e quindi ho cercato di creare un’azienda che rispondesse a questa mia esigenza. [Sara]: Anche per me la qualità della vita all’interno dell’ambiente di lavoro è un valore fondamentale. Tanto più il lavoratore si sente bene, tanto più si sente coinvolto e responsabile e non percepisce il suo lavoro solo come una mansione da compiere fine a se stessa. Noi non consideriamo i nostri collaboratori come “posti di lavoro”, ma come persone: sono risorse,...
Chi è il nostro Maestro? Lo stile di Sebastiano

Chi è il nostro Maestro? Lo stile di Sebastiano

  Sul suo profilo facebook trovi locandine di eventi di ogni tipo a cui lo invitano come relatore, facce sorridenti ritratte ai quattro angoli del globo, aforismi che portano la sua firma, citazioni di scrittori, medici, pubblicitari, rock star, da Calvino a Oliver Sacks, da papa Giovanni Paolo II a Chatwin, da Keith Richards a Renzo Rosso. Il tutto rimescolato e amalgamato con abbondanti dosi di gioia di vivere, rifiuto della paura e, sopra ogni altra cosa, una volontà ferrea di fare la differenza. Per se stessi e, a caduta, per l’intero nostro mondo. Se avete 10 minuti liberi, magari perché v’è presa storta e vi manca la concentrazione, la ragione e anche un po’ di senso, fatevi un giro sulla sua pagina: è ispirante. E mette allegria, il che non guasta, se si ha bisogno di ripartire.   Sebastiano Zanolli è così anche quando lo incontri di persona: velocissimo, caotico eppure perfettamente centrato, dinamico, indaffarato ma sempre preciso e sul pezzo. Simpaticissimo. Il suo intero universo sta montato su due cardini fondamentali: il business e la formazione personale. Ossimoro? Realtà inconciliabili? Controsenso provocatorio? Macchè. Per Seba (gli amici lo chiamano così, da oggi lo facciamo anche noi) è tutto perfettamente logico e consequenziale. Veneto doc di Bassano del Grappa, classe 1964, si laurea in Economia a Ca’ Foscari, quindi si mette a fare un paio di lavoretti qui e là per sbarcare il lunario, roba tipo direttore marketing Adidas Germania e, a seguire, General Manager della filiale italiana Diesel. Quindi, sempre nell’azienda di Rosso, il ragazzo fa carriera, per ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato di 55DSL srl prima...
Ecco cosa abbiamo imparato dal Lab con Marta Capitello

Ecco cosa abbiamo imparato dal Lab con Marta Capitello

Conoscete la protagonista dell’ultimo epursimuove lab, Marta Capitello? E’ una giovane ed intraprendente professionista che ha condiviso con generosità sfide e riflessioni relative al lavoro che si è inventata. Specializzata in ristrutturazioni edilizie “bio”, Marta ci ha raccontato com’è stato avviare e promuovere da sola la sua attività http://www.progettobiocasa.com/. Un’esperienza comune a tanti altri partecipanti alla serata, che hanno descritto situazioni analoghe più o meno tutti con le stesse parole, a cominciare da fatica, sacrificio e quintali di pazienza. In fase di avviamento non c’è nessuno che ha avuto vita facilissima, ma sul medio-lungo periodo sembra che gli sforzi vengano premiati. Cosa serve per far funzionare il proprio progetto? Le parole più gettonate sono state Ascolto (degli altri a prescindere, del cliente nello specifico), Consapevolezza (delle proprie capacità) e un briciolo di Pazzia (Stay hungry, stay foolish – Steve Jobs docet). Ingredienti per il successo? Creatività, passione, qualche valida collaborazione (dibattito acceso con-i-senior-sì-con-i-senior-no, ma alla fine c’è da imparare da tutte le generazioni!). E poi il marketing. On line, off line, col passaparola: ogni mezzo è buono per promuovere la propria attività. A patto però che si abbiano molto chiari i propri obiettivi....
Il coraggio di cambiare tutto a 40 anni: Antonella Friso

Il coraggio di cambiare tutto a 40 anni: Antonella Friso

Ciao Antonella! Qual è il progetto che stai seguendo e perché ti appassiona tanto? Io mi occupo di organizzare cerimonie ed eventi. Il motivo per cui ho cominciato a fare questo lavoro è che mi piace prendermi cura dei momenti importanti per le persone, renderli indimenticabili. Se questi momenti sono organizzati da un professionista si vivono in maniera più intensa e al tempo stesso rilassata. Il matrimonio, per esempio, è come un’opera d’arte: effimera perché dura solo un giorno, ma resta nei ricordi per la vita. Tra dieci anni come pensi di riuscire a trasformare il pezzetto di mondo in cui vivi? Spero proprio che si sviluppi un mio nuovo progetto: voglio far conoscere il nostro ricchissimo patrimonio culturale alle persone che vivono all’estero. Da qualche tempo ho cominciato ad invitare le coppie straniere a sposarsi nelle Ville Venete e fra dieci anni spero proprio che per le nozze in Italia non si pensi solo alla Toscana, a Roma, ad Amalfi o a Venezia Città, ma anche al territorio Veneto – a cui sono così affezionata! – nella sua interezza. Raccontaci una tua sfida operativa. A quarant’anni ho deciso di cambiare lavoro. Ero tecnico commerciale estero in una grande azienda, ma ad un certo punto ho sentito fortissima l’esigenza di abbandonare numeri e codici e di dare sfogo alla mia vena creativa, che fino ad allora avevo sempre coltivato solo in privato. In quel periodo stava partendo un corso di formazione per wedding planner e ho deciso di iscrivermi. Per un paio d’anni ho continuato a seguire vecchio e nuovo lavoro, poi l’azienda mi ha costretta a scegliere tra...
Epursimuove lab: case, energia e viaggi d’Estate.

Epursimuove lab: case, energia e viaggi d’Estate.

Venerdì 7 ottobre torna epursimuove lab e la protagonista della serata è una giovane donna che vive e lavora tra l’Italia e gli Stati Uniti. Si chiama Marta Capitello, è ingegnere edile ed è un’esperta di ristrutturazioni. Con il suo “ProgettoBiocasa” consiglia come trasformare la propria abitazione per renderla più sana (un posto dove sia veramente piacevole vivere!) e più efficiente dal punto di vista energetico. La sua esperienza di vita e di lavoro è particolarmente ricca e ci consentirà di provare a ragionare assieme su tre temi che sono particolarmente sentiti dai liberi professionisti o da chi ha un lavoro autonomo: Vale la pena organizzare collaborazioni con chi è di un’altra generazione? Cosa comporta in termini di energie personali inventarsi un lavoro e quanto è faticoso farlo comprendere agli altri? Come accantonare un budget per il marketing? Come si fa a capire qual è il giusto investimento? Se siete curiosi di conoscere meglio Marta prima della serata qui trovate un’intervista che le avevamo fatto qualche tempo...

Avvocato e un po’ psicologa: Silvia Sardena

  Raccontaci un po’ di te e di cosa fai. Io sono avvocato e ogni giorno ho a che fare con i problemi delle persone. Affronto la mia professione cercando di avere un approccio di “accompagnamento” nei riguardi delle persone che si affidano a me. Al netto delle capacità sul piano legale, non bisogna mai dimenticare che chi si rivolge ad un avvocato lo fa perché sta vivendo un momento di forte conflittualità, con tutte le ripercussioni psicologiche annesse: la causa può essere anche semplice, ma di fatto per anni si resta in balia dell’incertezza e questo può destabilizzare anche le persone più “forti” e attrezzate nei confronti del rischio, come gli imprenditori (io mi occupo prevalentemente di aziende). Il percorso di una causa è mediamente lungo e si può avere l’impressione di essere soggiogati o sconfitti da questo tipo di situazione, tanto più se la questione è complessa. Quello che ho imparato in questi anni è che gli esiti in sé di una causa in qualche modo poi si affrontano, è il percorso che fa paura. E in questo cammino verso la sentenza le persone non devono sentirsi da sole. Come hai maturato questo tipo di approccio? Questa visione è in parte frutto delle esperienze che ho maturato in campo professionale in questi anni, in parte invece è eredità di un vissuto personale. Ai tempi dell’università, infatti, ho avuto modo di osservare da molto vicino cosa significa per un’azienda affrontare una causa complessa (per l’imprenditore, per la famiglia, per i dipendenti) e mi aveva molto colpito l’umanità dei professionisti intervenuti: senza dubbio persone, prima che avvocati. Persone che...

Può un romanzo criminale aumentare la curiosità verso il Veneto? Certo, e Giacomo Brunoro di Sugarpulp ci ha spiegato come.

“Nel nostro Veneto ci sono crimini ed episodi violenti che nulla hanno da invidiare a quelli della letteratura americana. E allora perché non raccontare il noir ambientato a casa nostra?”. Questa è una delle intuizioni accattivanti di Sugarpulp, l’associazione culturale di Giacomo Brunoro che si è ormai imposta come una delle più importanti realtà di divulgazione culturale del triveneto. “Raccontare un territorio anche attraverso il suo lato oscuro fa nascere nel lettore la voglia di visitare i posti in cui sono ambientati i romanzi“. Nel ripercorrere la sua storia professionale, che parte da una laurea in storia medievale a Padova e che ha un grande sviluppo a Milano nella metà degli anni 2000, Giacomo Brunoro ha raccontato decine di aneddoti sul mondo della cultura in Italia. “Lavorando a Radio Deejay ho avuto la fortuna di conoscere grandissimi professionisti tra cui anche Fabio Volo, l’unico in Italia che riesce a proporre poeti, filosofi e tante iniziative culturali a milioni di ascoltatori ogni giorno“. Con buona pace dei detrattori di chi riesce a rendere popolare la cultura, Fabio Volo riesce ad avvicinare alla lettura tantissime persone che mai avrebbero preso in mano un libro. A fine serata era palese per tutti che in Italia il vero totem della divulgazione scientifica e artistica altri non è che Piero Angela. Che Dante e Fabio Volo sono entrambi grandi nomi della letteratura italiana, in maniera diversa perché Dante è certamente un classico senza tempo, Fabio Volo ancora non si sa… E che i videogiochi sono la nuova frontiera della cultura, il mezzo con cui in futuro faremo educazione sui temi più svariati. Dialogare con...
Epursimuove Lab: Vivere di Cultura

Epursimuove Lab: Vivere di Cultura

VIVERE DI CULTURA Ci dicono che “con la cultura non si mangia“, eppure. Che il teatro è un business in costante perdita, eppure. Che i musei sono quasi vuoti, eppure. Che ci sono lauree inutili come Lettere, Filosofia, Storia e tutte le lauree umanistiche, eppure. Che al cinema non ci va quasi più nessuno, eppure. Che i dischi musicali non si comprano più, eppure. Che la cultura deve essere per tutti, però se un libro vende tanto vuol dire che è commerciale e quindi scarso, eppure. Che i libri in Italia non si vendono più, forse è vero che la gente non legge più, eppure. Eppure in cuor nostro sappiamo che c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo. Qualcosa non torna perché a casa siamo pieni di libri, i nostri smartphone pieni di musica, abbiamo visto centinaia di film e speso settimane a guardare serie tv appassionanti. E allora, se è vero che nessuno acquista cultura com’è possibile che così tante opere culturali di tutti i generi vengano prodotti ogni anno? Cosa possiamo definire cultura? Come è possibile oggi vivere di cultura? Ne parliamo a Epursimuove con Giacomo Brunoro, laureato in Storia Medievale, autore televisivo, giornalista, scrittore, direttore editoriale di La CASE Books, Presidente di Sugarpulp e Cronicae, consulente di comunicazione e tanto altro:https://zonasansiro.wordpress.com/about/ Tre sfide di Giacomo su cui lavoreremo insieme: 1. Essere professionisti della cultura: come riuscire a far crescere Sugarpulp e altre iniziative in maniera libera dalla politica? È davvero riprovevole vendere il proprio lavoro per tenere in piedi la propria iniziativa culturale? 2. Lavorare nella comunicazione e nella cultura è compatibile con una vita privata...

Case bio, web e sorriso: ritratto una vera ragazza “Epursimuove”

Ciao Marta, raccontaci di che cosa ti occupi Da qualche anno ho avviato il mio “Progetto Bio Casa”, un’attività di consulenza volta ad aiutare chi deve ristrutturare la propria casa o la propria azienda per renderla più efficiente dal punto di vista energetico. L’intervento che studio per i miei clienti è sempre personalizzato: non propongo mai dei lavori standard ma vado a visitare di persona il singolo edificio, la casa, l’azienda, in modo da rendermi conto di quali siano le reali necessità. A questa fase di sopralluogo ne segue una più tecnica, dove calcolo attentamente, caso per caso, quali misure sono più efficaci per ottenere un risparmio tangibile in bolletta. Se ho chiamato il mio progetto “Bio Casa” c’è un motivo particolare: cerco sempre di consigliare l’utilizzo di materiali naturali, perché penso la loro resa sia migliore non solo in termini di risparmio energetico e di comfort, ma anche di salute e benessere personale (preferisco i materiali che non inquinano e che permettono alla nostra casa di “respirare”!). Come hai sviluppato questa filosofia di ristrutturazione? Durante il mio percorso di laurea in ingegneria edile ho avuto modo di seguire un corso biennale di bioarchitettura, che mi ha dato modo di approfondire, nel campo delle costruzioni, tematiche che già mi erano care come la salvaguardia ambientale. Sono convinta che ridurre l’inquinamento, tutelare gli spazi verdi, disegnare case e quartieri a misura d’uomo siano scelte necessarie se vogliamo che gli spazi che abiteranno domani i nostri figli siano il più confortevoli e salubri possibile. Io ho sempre avvertito un legame molto forte con la natura e penso che non dobbiamo mortificarla...
3 sfide di un ragazzo che dona il suo tempo affinché un pezzetto d’Africa sia più libero

3 sfide di un ragazzo che dona il suo tempo affinché un pezzetto d’Africa sia più libero

Oggi conosciamo Francesco Moschini, ci racconterà la sua esperienza di volontariato, le sue sfide e, soprattutto, cosa lo lega ad Epursimuove. Ciao Francesco, cosa racconteresti a chi non ti conosce di te e del progetto che condividi negli incontri di epursimuove?  Sono un commerciale e lavoro per una multinazionale nel settore dell’elettronica. In Epursimuove ho parlato spesso di un progetto no profit a cui dedico da anni parte del mio tempo libero: sono amico e volontario di Watoto Kenya Onlus, un’associazione nata nel 2005 che ha creato una struttura di accoglienza per bambini in difficoltà nel distretto di Makobeni. Oggi, oltre ai più piccoli, diamo sostegno anche ad adolescenti, giovani adulti e famiglie che necessitano di assistenza sanitaria e di aiuto a livello economico. Concretamente, abbiamo costruito una casa d’accoglienza, supportiamo finanziariamente il proseguimento degli studi dalla scuola primaria fino all’università e abbiamo avviato progetti di auto sostenibilità. Il nostro obiettivo, infatti, è costruire una realtà che possa diventare economicamente sempre più autonoma, senza dipendere dagli aiuti dei volontari. Come associazione, siamo convinti che aiutare le persone a vivere bene nel loro Paese, dando strumenti che le aiutino a creare un futuro migliore a casa, sia, oltre che una nostra responsabilità, la strada migliore per lo sviluppo di territori che vivono situazioni di grandi difficoltà. In futuro ci piacerebbe replicare questo progetto anche in altre parti del Kenya.     Quali sono le sfide principali che affrontate come associazione? Come accennavo prima, il nostro obiettivo primario è dare continuità al progetto, indipendentemente dalla nostra presenza fisica: per creare vero benessere è importante che si arrivi ad un reale autosostentamento...

Perché non serve massacrarsi quando si può essere liberi di essere quello che si vuole

Epursimuove si fonda sulle relazioni tra le persone che vi fanno parte. Un nostro desiderio è quello di condividere le loro storie, i sogni, le sfide e qualche curiosità personale, così quando parteciperete al prossimo incontro conoscerete già i protagonisti che troverete! Oggi intervistiamo Claudia Mandarà, psicologa e blogger, che ci racconta chi è e perché sceglie di “essere Epursimuove”. Ciao Claudia, raccontaci cosa fai e qual è la visione del mondo per cui realizzi il tuo progetto. Partiamo da quello che faccio. Sono psicologa delle relazioni interpersonali, cioè aiuto le persone a fare delle scelte per stare meglio con se stesse e con gli altri. Perché? Mi piacerebbe che le persone si potessero dare il permesso di essere quello che vogliono essere e quindi vivere più libere e più spontanee. Questa è la mia visione: che sempre più persone diventino consapevoli di se stesse, dei propri desideri e che si sentano libere di diventare quello che desiderano davvero. Secondo te in che modo sarà migliorato il mondo fra dieci anni grazie al tuo lavoro? Spero che sempre più persone si sentano più libere e spontanee. Vivendo la propria vita nella quotidianità non dovranno massacrarsi per costringersi ad un ruolo che non sentono ritagliato per sè ma potranno realizzarsi. E si vede subito chi è una persona realizzata, perché è più serena e libera. Lavoro con uomini e donne adulti, non c’è un’età media, ma ho scelto di concentrarmi con persone sopra i vent’anni. Lavoriamo sia su temi personali e relazionali che professionali. A vent’anni devi creare la tua propria strada e non più quella della tua famiglia o...
Ecco le 4 cose che abbiamo imparato dal nostro Maestro

Ecco le 4 cose che abbiamo imparato dal nostro Maestro

Cosa abbiamo imparato Chi c’era all’appuntamento dell’11 marzo sa che incontrando Oddone Sartore abbiamo avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza, umana e professionale, di un imprenditore esperto. “Maestro”, l’abbiamo chiamato – e non a caso – perché il suo modo di fare impresa può sicuramente essere preso a modello di chi impresa la fa o la vorrebbe provare a fare. E’ un uomo concreto, diretto, pragmatico, molto empatico ed umano. E queste caratteristiche si riflettono nel modo in cui gestisce le sue aziende, coltiva nuovi progetti, realizza nuovi sogni. Da lui abbiamo imparato che: I conti devono tornare Inutile incaponirsi su progetti che non hanno una fattibilità economica verificata. Da buon ragioniere Oddone sa che senza un business plan serio un progetto, per quanto brillante, non decolla. Il progetto è serio? Bene, il suo consiglio è di accantonare fondi extra per gli imprevisti (“prevedete di spendere 100? Tenete da parte 200”) e di continuare a controllare i conti sempre, anche quando l’azienda è ben avviata (“l’80% della fortuna di un’azienda è dato da un controllo serio dei numeri). Bisogna avere la forza di abbandonare un progetto che non ingrana Nella storia imprenditoriale di Oddone ci sono grandi successi. La prima azienda l’ha fondata giovanissimo, a neanche 25 anni, investendo tutti i soldi guadagnati con il primo lavoro da capo-contabile in Africa. Dalle saldatrici alle rappresentanze, fino all’automotive: per ogni progetto che è fiorito ce n’è almeno un altro che non ha visto la luce. Perché non sempre un’idea buona può diventare una buona azienda. E “quando qualcosa non va, e lo capisci che non va, bisogna avere il...
Primo incontro con i Maestri di Epursimuove: Oddone Sartore

Primo incontro con i Maestri di Epursimuove: Oddone Sartore

Grazie a quanti ci stanno aiutando con il passaparola e con tutte le condivisioni su Facebook per questo primo evento “I Maestri”. Grazie davvero. Se non hai ancora condiviso questo evento su Facebook puoi farlo cliccando qui. Grazie a tutti quelli che ci stanno aiutando per l’organizzazione di questa serata, e che stanno invitando altre persone. Cosa rende Oddone Sartore speciale, perché proprio lui è il protagonista della serata “I Maestri” dell’11 Marzo alla Città della Speranza qui a Padova? Sono tanti i motivi che ci hanno spinto ad invitarlo come ospite. Adesso ve ne raccontiamo qualcuno. L’abbiamo conosciuto personalmente e non per sentito dire, è una persona secondo noi di esempio e quindi un maestro, una persona di riferimento perché è riuscito a rimanere una brava persona a livello di Etica e di valori, al tempo stesso è riuscito a far quadrare i conti delle sue aziende, sia da un punto di vista di sostenibilità economica delle imprese che ha fondato sia da un punto di vista della sostenibilità per i lavoratori. Non ha mai licenziato nessuno. Per quanto ne sappiamo noi ci tiene davvero ai suoi lavoratori ed alle loro famiglie. Per questo non ha mai licenziato nessuno. Ha sempre creato lavoro con molta prudenza e con molta gradualità, senza uscire sul giornale, senza grandi notizie, senza far rumore. Questo ci è piaciuto molto di lui. Oddone viene da una umile famiglia di Cittadella, e da piccolo ha scoperto subito che era importante darsi da fare. Così ha sviluppato quella fame positiva che però non si è trasformata negli anni ’80 e ’90 in una fame fatta...
Ecco cosa abbiamo imparato al Cantiere di venerdì 12 febbraio: l’intelligenza collettiva funziona bene!

Ecco cosa abbiamo imparato al Cantiere di venerdì 12 febbraio: l’intelligenza collettiva funziona bene!

Lo scorso venerdì 12 febbraio abbiamo vissuto il primo Cantiere di Epursimuove, un vero e proprio esperimento di “Intelligenza Collettiva” al servizio dell’azienda Auto Davanzo insieme al protagonista della serata, Alberto. Vorrei che questo articolo fosse un buon promemoria per chi c’era così che possa ricordare le varie idee di valore che sono emerse. Vorrei anche che il racconto della serata fosse utile per chi non c’era e che possa comunque portare a casa qualcosa di buono e utile da Epursimuove. 🙂 L’incontro con Alberto si sviluppa su 5 punti scelti da lui come più critici per la propria azienda. 1. Alberto: “Come posso trovare le giuste persone da far entrare in azienda che opera in una realtà particolare come Caorle? Come posso motivarle a restare e crescere con noi?” lavorare con le scuole professionali proponendo stage in azienda (Tommaso); selezionare accuratamente le agenzie di lavoro interinale del territorio che possono dare una mano; aumentare la qualità del lavoro e del clima aziendale, le principali leve in mano ad Alberto per poter attrarre le migliori persone (Samuel); ingaggiare dei professionisti con dei progetti part-time sfruttando le loro competenze (principalmente commerciali, per esempio) e la loro disponibilità a sfruttare un giorno o due alla settimana che potrebbe essere scoperto (Mattia); per i venditori si potrebbe cercare tra gli amici, le persone di cui ti fidi di più perché quando c’è un legame forte anche il lavoro migliora (Massimo); esplicitare meglio cosa significa “ambiente giovane e dinamico” per individuare la peculiarità unica di Auto Davanzo (Domenico); per attrarre giovani talenti della meccanica si potrebbe organizzare un contest per elaborare un’auto messa a...